quel che resta del giorno

La “dignità”, in un maggiordomo, ha a che fare, fondalmentalmente, con la capacità di non abbandonare il professionista che si incarna.
Maggiordomi di minor levatura sono pronti, alla minima provocazione, a mettere da parte la loro figura professionale per lasciar emergere la dimensione privata. Per simili personaggi, fare il maggiordomo è come recitare in una pantomina; basta una piccola spinta, un lieve inciampo, ed ecco che la facciata cade scoprendo l’attore che c’è sotto.

1956, Darlington Hall. La Seconda Guerra Mondiale è finita: ma l’Inghilterra delle ville di campagna, delle nobili famiglie inglesi e delle loro tenute, l’Inghilterra di Lord Darlington e dei suoi amici, muore poco alla volta di una morte lenta che si trascina all’ombra della fine di un’epoca.

Dopo la guerra, Darlington Hall ha perso i suoi ospiti; ha perso molto di quelli – camerieri e maggiordomi e cuochi e giardinieri – che l’avevano resa quella che era; ha perso recentemente Lord Darrington, anche, sostituito dal ricco e dinamico americano Mr. Farraday, stabilitosi in Inghilterra con l’eccentrico proposito di sperimentarne la vita delle aristocratiche campagne.

Tra i pochi rimasti a Darlington Hall vi è Stevens, il maggiordomo. 

Stevens ha trascorso la sua vita alla ricerca di un elusivo ideale di perfezione nella sua professione: in questa ricerca, gli interessi di Lord Darlington sono divenuti gli interessi di Stevens, i sogni di Lord Darlington sono diventati i sogni di Stevens, la dignità di Lord Darlington, e della sua casa, è divenuta la dignità di Stevens.

Colto ora nel mezzo di una crisi umana e professionale, Stevens si lascia convincere da Mr. Farraday a prendere una macchina ed a concedersi una vacanza – con un secondo scopo: andare a trovare la signorina Kenton, ora la signora Benn, e convincerla a tornare a servizio a Darlington Hall.

Scheda del Libro

Autore Kazuo Ishiguro
Titolo Quel che resta del giorno
Pubblicato in Italia da Einaudi, 2016

Titolo originale The remains of the day
Lingua originale Inglese
Traduzione a cura di Maria Antonietta Saracino

Qualcosa sull’autore

Kazuo Ishiguro, scrittore britannico di origine giapponese e premio nobel per la letteratura nel 2017, è autore e sceneggiatore di lingua inglese: malgrado i temi dei suoi romanzi spazino dalla distopia all’introspezione al fantastico, e tocchino non di rado temi crudi e dilanianti, la ricchezza poetica di immagini e percezioni del suo stile mi ha lasciato con la sensazione di aver letto, toccato, qualcosa di ostinatamente bello.

Il ricordo – ricordo incerto, ricordo ambiguo, ricordo che perde peso o che trova nuova vita mentre il tempo procede inesorabile – è uno dei motivi principali della sua narrativa; forse il motivo dominante. 

In Quel che resta del giorno, seguiamo Stevens in una lenta, metodica rivisitazione del passato: cose che sono state, cose che non sono state mai, cose che avrebbero potuto essere, alla ricerca del senso ultimo di una vita che Stevens sente essere stata lasciata incompleta.

Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film del 1993 con Anthony Hopkins ed Emma Thompson, diretto da James Ivory (lo sceneggiatore di Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino).

Perché questo libro?

Ho letto Quel che resta del giorno, appropriatamente, nell’arco di una giornata; un viaggio in treno all’inizio dell’estate, andata e ritorno, mattina e sera.
Ho cominciato a leggere senza particolari speranze: in tutta franchezza, mi aveva attirato la copertina, e non sapevo veramente che cosa aspettarmi.

Pubblicato per la prima volta nel 1989, il racconto mantiene una modernità ed una freschezza invidiabili: la narrazione è lenta, malinconica, ma mai trascinata; questo, insieme alla brevità del romanzo stesso, ne farebbero una lettura perfetta per una serata autunnala – da passare a casa, con una bella tazza di qualcosa di caldo, sotto le coperte.

Per darvi un’idea di quanto mi sia piaciuto, sappiate che sono al momento l’orgogliosa e recente proprietaria di ben cinque libri di Kazuo Ishiguro, e che ho in programma di comprare quelli che restano alla prima occasione.

Dello stesso autore, raccomanderei anche Non lasciarmi (2005) – che però mi ha fatto in cuore il pezzi e ci ha allegramente fatto zumba sopra. Da maneggiare con cautela.

Bisogna essere felici. La sera è la parte più bella del giorno. Hai concluso una giornata di lavoro e adesso puoi sederti ed essere felice.

La sera è la parte più bella della giorno.


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